Spathiphyllum Cure: Come curare lo Spatifillo in casa (Guida completa)

Oggi parliamo dello Spatifillo (o meglio Spathiphyllum) e delle cure necessarie per farlo crescere e fiorire rigoglioso in casa.

Dalle basi, come luce, temperatura e annaffiatura,

ai “trucchetti” per farlo fiorire o per prevenire i problemi più comuni

Spathiphyllum spatifillo cura e coltivazione in casa

Ecco gli argomenti che andremo a trattare:

Famiglia e distribuzione

Lo Spathiphyllum (conosciuto anche come Spatifillo o Giglio della Pace) è un genere che conta circa 47 specie appartenente alla famiglia delle Araceae. Si tratta di piante erbacee sempreverdi originarie dell’America Centrale e in piccola parte del Sud-est asiatico.

Tra le specie più conosciute troviamo:

  • Spathiphyllum wallisii: Originario della Colombia
  • Spathiphyllum floribundum: Distribuito da Panama al Venezuela
  • Spathiphyllum cochlearispathum: Proveniente dal Messico del sud
  • Spathiphyllum montanum: Originario di Panama e Costa Rica

Queste piante sono state incrociate o selezionate negli anni fino ad ottenere gli ibridi che troviamo oggi sul mercato. Particolare importanza l’anno avuta lo Spathiphyllum wallisii e il Cochlearispathum.

Spathiphyllum nel suo habitat naturale

In natura lo Spatifillo cresce all’ombra degli alberi della foresta pluviali. Il clima è caldo e afoso, dovuto alle piogge frequenti che mantengono il tasso di umidità costantemente elevato.

Il terreno su cui cresce è composto per lo più da foglie e rami parzialmente decomposti. In linea generale è molto arioso e ricco di materia organica come compost e humus.

Non è raro trovare queste piante nei pressi di piccoli fiumi o dove il sottobosco è meno fitto.

Giglio della pace in natura

Anatomia della pianta

Lo Spathiphyllum è una pianta erbacea perenne, può raggiungere i 90-120cm di altezza a seconda della specie ed è caratterizzata da grosse foglie lanceolate di colore verde e “fiori” bianchi.

Invece che crescere lungo un fusto centrale, la pianta si sviluppa lungo un rizoma sotterraneo dal quale crescono le radici e le vegetazioni.

Le foglie possono raggiungere i 45-60cm di lunghezza e una larghezza di 15-25cm, con numerose venature al suo interno.

Per quanto le foglie abbiano un aspetto molto elegante, ciò che contraddistingue queste piante sono i loro fiori.

Il fiore dello Spatifillo è costituito da una protuberanza simile ad una spiga che prende il nome di spadice. Lungo lo spadice si trovano sia gli organi riproduttivi maschili che quelli femminili del fiore.

Intorno troviamo una brattea bianca chiamata spata. Questa è a tutti gli effetti una foglia, mutata nel colore e nel aspetto.

spatifillo anatomia fiore

Spatifillo: Come si cura in appartamento?

Dopo una breve introduzione su questa pianta, entriamo ora nel merito del post e vediamo come coltivarla in casa.

Spathiphyllum Cure: Come curare lo Spatifillo in casa

Lo Spatifillo è una pianta d’appartamento poco esigente e di facile cura. Non richiede molta luce, si adatta bene alle temperature domestiche ed è molto resistente.

Il segreto per avere successo sta nel trovargli il giusto posto, usare un buon terriccio e capire come annaffiarlo. Ne troppo ne troppo poco.

Se vuoi baipassare questo problema sappi che lo Spatifillo può essere coltivato anche in acqua.

Tornando a noi, vediamo ora quali sono gli elementi indispensabili per coltivare lo Spathiphyllum in casa, partendo dalla più importante. La luce.

Luce

Lo Spatifillo è una pianta poco esigente in fatto di luce, cresce bene all’ombra moderata o brillante. Dalla primavera all’estate è importante tenerlo al riparo dai raggi diretto del sole, perché provocherebbero bruciature marroni sulle foglie. Durante l’inverno invece, lo Spathiphyllum può ricevere luce diretta per buona parte della giornata.

Ti stai chiedendo dove posizionare lo Spatifillo in casa?

Il posto migliore è a 1-2 metri da una finestra esposta a sud-est o sud-ovest, se la stanza è rivolta a Nord bisogna avvicinare la pianta alla finestra il più possibile. Le finestre a sud ricevono troppa luce diretta per lo Spathiphyllum e andrebbero schermate con una tenda opacizzante o evitate.

Questo vale per le stagioni calde. Durante il tardo autunno e l’inverno puoi tranquillamente tenerlo davanti ad una finestra luminosa.

Come curare lo spatifillo in appartamento

Temperatura

La temperatura ideale in cui cresce lo Spatifillo è 20-27°C durante tutto l’arco dell’anno. Con i giusti accorgimenti questa pianta sopporta bene temperature superiori ai 32°C, mentre le minime non dovrebbero mai scendere sotto ai 15°C.

Come hai visto si adatta egregiamente al clima di casa, anche se va fatta attenzione alle correnti d’aria fredda durante l’inverno.

Per evitare che le foglie dello Spatifillo si ammoscino per il caldo, quando le temperature superano i 30°C bisogna spostare la pianta in una stanza più ombrosa o allontanarla dalla finestra.

Quando le temperature sono basse, l’apporto idrico della pianta si riduce molto e bisogna diradare le annaffiature. Il freddo inoltre, può provocare macchie nere sulle foglie e sui fiori se si scende sotto alle minime tollerate.

Evita che le foglie tocchino superfici fredde perché l’effetto sarebbe lo stesso.

Umidità

Da vera pianta tropicale, lo Spathiphyllum necessita di un’umidità del 65-80% per crescere senza intoppi. Fortunatamente lo si può abituare anche a livelli più accettabili intorno al 50-55%, specialmente quando le temperature in casa sono contenute.

Perché l’umidità è importante per le piante?

Perché permette agli stomi di rimanere aperti e di conseguenza consente gli scambi gassosi tra le foglie e l’aria circostante.

Questi scambi gassosi servono nel processo di fotosintesi clorofilliana e per aiutare la pianta a disperdere calore.

Fortunatamente, il fabbisogno di umidità delle piante varia in funzione alla temperatura.

orchidee equilibrio temperatura umidità VPD

Come si vede in questa tabella, alla temperatura di 20°C è sufficiente un’umidità del 50% affinché gli stomi della pianta rimangano aperti. Mentre il 45% è considerato accettabile.

Se la temperatura sale a 30°C invece sarà necessario un tasso di U/R ben più alto (70-75%) per ottenere questo scopo.

Ci son diversi modi per aumentare l’umidità per le tue piante, tra questi:

  • Avvicinare le piante l’un l’altra per ricreare un microclima umido tra le foglie
  • Tenere le piante in bagno, in lavanderia o in cucina (che sono solitamente le stanze più umide)
  • Stendere i panni nella stanza in cui tieni le piante
  • Utilizzare quelle vaschette d’acqua in ceramica per i caloriferi
  • Nebulizzare le foglie (solo in primavera o estate) facendo attenzione che le piante arrivino asciutte prima di sera
  • Riempire dei contenitori con acqua e argilla espansa (o altri materiali porosi e inerti) affinché evaporino acqua
  • Usare un umidificatore ad ultrasuoni. Questo è fortemente consigliato se oltre allo Spatifillo hai tante altre piante.

Ventilazione

Affinché non si creino sacche d’aria umida e stagnante tra le foglie dello Spathiphyllum, è fondamentale garantire un buon ricircolo d’aria.

Nella maggior parte dei casi non è necessario utilizzare ventilatori, basta non tenere le piante troppo vicine al muro o negli angoli di casa.

Diciamo che se lo Spatifillo ha tre lati liberi su quattro e non è addossato al muro va bene.

Annaffiatura

L’annaffiatura dello Spatifillo è molto semplice e intuitiva, anche se cambia durante le stagioni dell’anno.

Non è possibile stabilire delle tempistiche esatte perché ci sono troppe variabili in gioco, come:

  • Temperatura
  • Luce
  • Umidità
  • Ventilazione
  • Grandezza della pianta
  • Dimensione del vaso
  • Tipo di vaso (plastica, terracotta o ceramica)
  • Tipo di terriccio

L’unico modo per capire quando è il momento giusto per innaffiare è sentendo il terriccio. E col tempo l’esperienza personale.

spatifillo acqua, innaffiatura e concime

Comunque.

Da marzo a giugno (in primavera), bisogna bagnare ogni volta che il terriccio è leggermente umido. Ciò significa che in superficie è quasi asciutto mentre qualche centimetro sotto è ancora umido.

Ti basterà infilare un dito nel terriccio per capire se è il momento di innaffiare.

Durante l’estate lo Spathiphyllum assorbe molta acqua, al punto che un giorno di ritardo è sufficiente a far afflosciare le foglie. Per questo (solo in questo periodo dell’anno) si può annaffiare quando il terriccio è umido anche in superficie.

C’è chi lascia un centimetro di acqua nel sottovaso. Personalmente non ne vedo la necessità e lo trovo rischioso.

Da ottobre a febbraio, col calare delle ore di luce e dell’intensità luminosa, lo Spatifillo rallenta la crescita e riduce il suo fabbisogno d’acqua. Qui è importante aspettare che il terriccio sia quasi asciutto prima di annaffiare, perché il rischio di marciume radicale si fa serio.

Nel dubbio, meglio aspettare un giorno in più.

Concimazione

La pianta di Spathiphyllum va concimata da marzo (con al ripresa vegetativa) a settembre/ottobre a seconda del clima nella regione in cui ti trovi (al Nord si smette prima rispetto al Sud perché la luce è minore e le temperature più fresche).

Durante l’autunno e l’inverno, la richiesta di elementi nutritivi è minima per cui le concimazioni si interrompono o si riducono al minimo.

Ogni quanto va concimato lo Spatifillo?

Il Giglio della Pace va concimato ogni 3-4 annaffiature con fertilizzante bilanciato, utilizzando la metà del dosaggio consigliato sull’etichetta.

Questo almeno è come piace concimare a me, e le piante hanno sempre apprezzato.

Puoi utilizzare un fertilizzante con NPK 5-5-5 o che contenga i macroelementi in proporzioni simili + micronutrienti.

Quando concimi è importante annaffiare abbondantemente in modo che parte della soluzione dreni dai fori del vaso (ottima prassi anche quando si innaffia con sola acqua). Così si ha un lieve risciacquo del terriccio e si evitano accumuli di sali che provocano punte secche e macchie marroni sul fogliame.

Terriccio

Il terriccio ideale per lo Spatifillo deve avere una buona ritenzione idrica, pur rimanendo arioso e drenante. Questo serve ad evitare che le particelle d’acqua vadano a colmare gli spazi del terreno che normalmente vengono riempiti dall’aria (i macropori).

In pratica, dev’essere in grado di rimanere umido a lungo, ma anche di drenare l’acqua in eccesso e permettere all’ossigeno di circolare.

Il substrato deve contenere circa il 65-75% di parti fini, in modo da riuscire a trattenere una buona quantità di acqua. La restante parte va colmata con il 25-35% di materiali grossolani per aumentare il drenaggio ed evitare che il terriccio rimanga zuppo e soffochi le radici.

Substrati fini (per la ritenzione idrica)

  • Torba
  • Fibra di cocco
  • Terriccio universale

Substrati grossolani (per migliorare il drenaggio e l’ariosità)

Per esempio, un buon terriccio si può ottenere mischiando 3 parti di torba e 1 parte di agri perlite, o in alternativa utilizzando un terriccio per orchidee terrestri (che contiene già torba e bark).

Rinvaso

cura dello Spatifillo il rinvaso

Lo Spatifillo va rinvasato mediamente ogni due o tre anni, perché la pianta è cresciuta troppo o per sostituire il terriccio deteriorato. Il periodo migliore per farlo è tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, in modo che la pianta possa beneficiare della bella stagione per colonizzare il terriccio con nuove radici.

Nulla vieta di cambiare vaso durante tutto l’arco della primavera e dell’estate, anche se può si aspetta meno tempo avrà la pianta per recuperare dallo stress e adattarsi al nuovo vaso.

Salvo che le circostanze non lo richiedano (spiego meglio tra un attimo), è meglio non rinvasare durante l’autunno o l’inverno perché le radici crescono poco e non sarebbero in grado di occupare lo spazio a disposizione.

Il terriccio inutilizzato finirebbe per trattenere acqua che la pianta non riesce ad usare, rimarrebbe bagnato troppo a lungo aumentando il rischio che le radici marciscano.

Ed eccoci giunti al punto.

Un’altra circostanza in cui bisogna travasare lo Spathiphyllum è quando si hanno problemi di marciume radicale, riconoscibile dalle radici marroni e mollicce anziché bianche e sode.

In questo caso bisogna trapiantare il Giglio della Pace a prescindere dal periodo dell’anno e tutte le radici marce vanno tagliate prima di mettere la pianta in un nuovo terriccio.

Il rinvaso è molto intuitivo, lo spiego passo passo in questo post “Spatifillo Rinvaso e Terriccio: Come travasare il Giglio della Pace“.

Fioritura

La fioritura dello Spathiphyllum è spontanea e avviene solitamente due o tre volte l’anno tra l’inizio della primavera e l’autunno. Ad ogni fioritura la pianta è in grado di fare da uno a tre fiori, ognuno dei quali può durare circa un mese.

In realtà sia il periodo di fioritura, che la quantità di fiori può variare da ibrido o cultivar, ma quasi tutti gli Spatifillo oggi in commercio sono rifiorenti.

Quelli con il fiore particolarmente grande (come il Sensation) tendono a farne uno per volta e sono più apprezzati per le loro foglie. Altri a fiore piccolo sono più fioriferi, come lo Chopin.

Giglio della pace fioritura e coltivazione

Il fiore dello Spatifillo è formato da una specie di spiga chiamata spadice (il fiore vero e proprio), intorno al quale cresce una brattea bianca chiamata Spata. La Spata non è altro che una foglia modificata che cresce sullo stelo floreale.

É importante sapere che in serra queste piante vengono indotte a fiorire con l’utilizzo di un ormone chiamato gibberellina. Dopo due mesi dal trattamento il Giglio della Pace fiorisce a prescindere dal periodo dell’anno, in modo da essere pronto per la vendita quando il mercato lo richiede.

Non solo la fioritura avviene fuori stagione, ma la pianta produce molti più fiori di quanti ne farebbe naturalmente.

Per questo motivo è impossibile ottenere fioriture casalinghe paragonabili a quelle delle piante appena acquistate.

Problemi comuni

Visto che molte persone faticano a far fiorire lo Spatifillo o hanno altri grattacapi in fioritura, vale la pena approfondire i tre più problemi comuni che si anno in questa fase:

  • La pianta non fiorisce: questo accade solitamente quando lo Spathyphyllum non riceve abbastanza luce, o quando è troppo giovane per fiorire. Quest’ultimo punto si ricollega a ciò che ho scritto poco fa, cioè che queste piante vengono forzate a fiorire, anche quando sarebbero troppo giovani per farlo.

    Se hai questo tipo di problema ti interesserà sapere che ho scritto un post sul perché lo spatifillo non fiorisce e come farlo rifiorire.
  • Lo Spatifillo ha i fiori verdi: Invecchiando, i fiori virano dal bianco candido al verdino, partendo dalle venature ed estendendosi al resto della spata. É normale, purtroppo nulla è eterno in questo mondo.
    In altri casi invece, il fiore cresce verde senza mai diventare bianco. Qui i casi sono due, o la pianta non riceve abbastanza luce oppure la stiamo concimando con troppo azoto.
  • I fiori si macchiano o anneriscono: I motivi possono essere i più vari. Spesso hanno a che vedere con fattori ambientali come temperatura bassa, spifferi d’aria, luce troppo forte o scarso ricircolo d’aria. Altre volte è dovuto ad una scorretta annaffiatura.

    Leggi l’articolo sul perché i fiori dello Spathiphyllum anneriscono o diventano marroni per saperne di più.

Potatura e manutenzione

Non avendo un fusto centralo lo Spatifillo non va potato, ma ci si limita a rimuovere le foglie secche e gli steli sfioriti per evitare che diventino il punto d’ingresso per infezioni fungine o batteriche.

Una volta secche, le foglie e gli steli vanno tagliati alla base.

Le foglie in parte danneggiate possono essere potate parzialmente, tagliando solo le parti rovinate (gialle, nere o le punte secche) dove il tessuto è ancora verde e vivo. In questo caso è opportuno sterilizzare le forbici con alcool, candeggina o fiamma per evitare di infettare la pianta.

In pratica, quando si tagliano tessuti secchi già cicatrizzati non c’è bisogno di utilizzare attrezzatura sterile, quando si tagliano tessuti vivi si.

Nel caso in cui siano presenti infezioni batteriche o funghi sulle foglie conviene rimuoverle interamente alla base, a prescindere dall’entità del danno.

Propagazione

Lo Spatifillo può essere riprodotto da seme o per divisione dei cespi. I semi di questa pianta impiegano molto tempo per germinare e possono dar vita ad esemplari non all’altezza delle aspettative. Per questo motivo in casa si tende a propagare lo Spathiphyllum esclusivamente per divisione, cioè tagliando (o staccando) i nuovi cespi dal rizoma che li unisce alla pianta madre.

Il rizoma può essere visto come una specie di fusto sotterraneo che cresce in orizzontale in diverse direzioni. Questo pattern di crescita è comune a tutte le Araceae (come l’Anthurium andraeanum).

La propagazione per divisione ha tre grossi vantaggi.

  • Il procedimento è molto più semplice e facile da mettere in pratica.
  • Si ottengono piante di Spatifillo già cresciute e radicate.
  • Le divisioni saranno identiche alla pianta madre dal punto di vista genetico. Praticamente si possono ottenere piante con ottime caratteristiche fisiche e di adattabilità senza doverle selezionare.
come propagare lo sparifillo

Per dividere i cespi dello Spathiphyllum bisogna:

  1. Estrai la pianta dal vaso
  2. Rimuovi il più possibile la terra dalle radici
  3. Individua le nuove vegetazioni che vuoi separare dalla pianta madre
  4. Separa le radici della piantina quanto più possibile
  5. Stacca il giovane cespo dalla pianta madre tirando in direzione opposta, finche il rizoma non si separa. Volendo puoi utilizzare la lama di un coltello affilato o un taglierino
  6. Ora che le piante sono staccate l’una dall’altra, tira il cespo da dividere verso l’alto in modo da sfilare le radici ancora aggrovigliate al resto del panetto.
  7. Rinvasa la nuova piantina utilizzando del nuovo terriccio, possibilmente simile a quello in cui è cresciuta fino ad ora.

Malattie e parassiti

Lo Spatifillo è soggetto a diverse malattie e parassiti comuni a molte piante d’appartamento. Questo significa che quando si individuano degli insetti o delle infezioni su una pianta bisogna isolarla dalle altre, che si tratti di un altro Giglio della pace o di un esemplare appartenente ad un’altra famiglia.

Dopo aver isolato la pianta si procede con la diagnosi, per capire come andare a curarla.

Vediamo ora quali sono gli insetti e i patogeni che colpiscono maggiormente lo Spathiphyllum.

Parassiti

Tra i parassiti che infestano più comunemente lo Spatifillum troviamo la cocciniglia cotonosa, gli afidi, i ragnetti rossi, i tripidi e la mosca bianca.

Questi insetti (aracnidi nel caso dei ragnetti rossi) vengono detti fitofagi, perché si nutrono della linfa della pianta. Sono dotati di un apparato boccale che li permette di bucare la foglia per succhiare le sostanze zuccherine contenute nel citoplasma delle cellule.

I danni provocati dai parassiti, oltre ad essere estetici, rallentano la crescita della pianta, indeboliscono il suo sistema immunitario e possono diventare veicolo di infezioni batteriche o virali ancor più gravi.

La prevenzione è la prima arma a nostra disposizione, trattare le piante con insetticidi leggeri ad ampio spettro (come il polysect) durante la primavera e l’estate riduce considerevolmente il rischio di infestazioni parassitarie.

Anche l’olio di Neem è un buon prodotto, funziona sia come repellente che per soffocamento su giovani insetti.

Nel caso in cui l’infestazione fosse estesa bisogna utilizzare prodotti o pesticidi specifici.

Cura
CoccinigliaSapone molle di potassio, Olio minerale bianco o Closer
TripidiSpinosad o piretro
Acari – Ragnetti rossiAcaricida
AfidiSapone molle di potassio, Olio minerale bianco, piretro o Closer
Mosca biancaSapone molle di potassio, Olio minerale bianco o Closer
Prodotti naturali e pesticidi contro i parassiti dello Spathiphyllum

Malattie fungine e batteriche

Per quanto sia una pianta molto resistente, il Giglio della Pace può essere colpito da una serie di malattie infettive di tipo fungino o batterico sia sulle foglie che al colletto o alle radici.

Queste malattie proliferano in ambienti umidi con poco ricircolo d’aria, o quando l’acqua ristagna a lungo sul fogliame o nel terriccio.

Tra le infezioni fungine troviamo il marciume radicale e al colletto, oltre che ad una serie di patogeni che provocano macchie gialle sulle foglie oppure marroni.

Le malattie batteriche si riconoscono dall’aspetto acquoso e per l’odore maleodorante e sono ancor più infettive e pericolose.

Ho scritto un post a riguardo. Anche se tratta nello specifico le malattie fungine e batteriche dell’Anthurium si applica in tutto e per tutto anche allo Spatifillo.

Proprietà nella purificazione dell’aria

Lo Spatifillo ha eccellenti qualità nel purificare l’aria e migliorarne la qualità. Oltre a convertire l’anidride carbonica in ossigeno attraverso la fotosintesi, questa pianta è in grado di rimuovere dall’aria tre sostanze inquinanti (benzene, formaldeide e tricloroetilene) che si trovano comunemente in casa.

Nel 1989 la Nasa ha condotto uno studio per capire quali piante fossero in grado di purificare l’aria da queste tre sostanze ed è risultato che lo Spathiphyllum fosse tra le migliori.

In particolare per quanto riguarda:

  • Benzene: Rilasciato da gasolio, fumo di tabacco, detergenti, gomma e molte fibre sintetiche.
  • Tricloroetilene: Sprigionato dalle vernici e dalla colla utilizzata in molti mobili.

Oltre a questo, la traspirazione fogliare rilascia umidità nell’aria, con benefici per il nostro sistema immunitario respiratorio.

Tossicità

Le foglie e i fiori dello Spathiphyllum risultano leggermente tossiche a causa dell’ossalato di calcio contenuto nei tessuti. Se ingerito può provocare irritazioni alla bocca, dolore orale, difficoltà nella deglutizione e ipersalivazione. A dosaggi maggiori possono comparire nausea e vomito.

I sintomi sono raramente gravi e nella maggior parte dei casi è sufficiente sciacquare la bocca con acqua o latte affinché si plachino.

É comunque bene esserne a conoscenza se si hanno cani o gatti in casa.

Conclusioni

Ed eccoci giunti alla fine di questa guida “Spathiphyllum Cure: Come curare lo Spatifillo in casa”.

Avrai intuito anche tu che si tratta di una pianta facile. Come ogni pianta però, ha particolari esigenze.

In questo caso la difficoltà più grossa sta nel trovare il giusto equilibrio nelle annaffiature, ma col tempo e la pratica diventerà automatico.

Ora vorrei sapere da te:

Hai trovato questa guida utile? Hai qualche domanda o c’è argomento che vorresti che spiegassi meglio?

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2 commenti su “Spathiphyllum Cure: Come curare lo Spatifillo in casa (Guida completa)”

  1. Ma non ho capito cosa fare per la pianta una volta che ci si accorge del problema macchie nere sulla foglia…..le tolgo? Lascio e cambio il modo di innaffiare? Debbo usare un prodotto specifico?
    Grazie.

    Rispondi
    • Ciao Antonella, mi pare di capire che hai dedotto che la causa delle macchie è l’eccesso d’acqua. In questo caso se le foglie sono danneggiate in grossa parte puoi tagliarle alla base, mentre se il problema è lieve puoi limitarti a tagliare sotto l’area necrotica con un taglio netto e pulito. Ti consiglio di sterilizzare le forbici con candeggina o scottarle con una fiamma.

      Ad ogni modo il problema avviene a livello radicale, quindi bisogna senz’altro diradare le innaffiature, ma ti consiglio di svasare un attimo la pianta per controllare in che condizioni sono le radici. Se senti cattivo odore (di muffa o di “bosco”) e le radici sono marroni potresti avere un problema di marciume. In tal caso bisogna rinvasare la pianta, rimuovere quanto più terriccio possibile e ri piantarla con del nuovo terriccio. Io in questi casi utilizzo anche fungicida sistemico nelle due innaffiature successive. Il prodotto che consiglio puoi trovarlo qui.

      Spero di esserti stato utile,
      Un saluto Gabriele

      Rispondi

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