Come coltivare il Pothos in acqua (senza incorrere in problemi)

Oggi parliamo di come coltivare il Pothos in acqua, forse una delle piante che si adatta meglio a questo tipo di coltura.

Se hai un Epipremnum (il Pothos appunto) ti sarà sicuramente capitato di fare delle talee. O forse ti sei limitato a mettere in acqua un tralcio che si era rotto.

Avrai notato la facilità con cui ha creato le prime radici, e magari ti sei chiesto se fosse il caso di rinvasarlo in terriccio.

Beh, sappi che non è obbligatorio, perché con i giusti accorgimenti può vivere benissimo in acqua.

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Pothos in acqua

Tra i tanti modi in cui si può coltivare il Pothos (o meglio Epipremnum) c’è senz’altro la coltivazione in acqua, da non confondere con l’idrocoltura su substrati inerti, come argilla espansa, pomice o lapillo vulcanico. Che tratteremo in un altro articolo.

Oggi ci concentreremo nella coltivazione in acqua, che non richiede altro che:

Il procedimento che andrò a spiegare è molto semplice, e non consiste nel rinvasare il Pothos in acqua, ma nel tagliare delle talee che cresceranno e passeranno il resto della loro vita in acqua.

Ora ti spiego perché questo metodo funziona meglio.

Si può trasferire il Pothos dalla terra in acqua?

Trasferire il Pothos dal terriccio all’acqua comporta più svantaggi che vantaggi. Le radici cresciute nella terra (dette radici terricole) sono adattate ad un ambiente asciutto e hanno una conformazione differente rispetto a quelle d’acqua.

Sono solitamente più scure e ricoperte da piccoli peli radicali che, se immersi in acqua, marciscono rapidamente.

Difficilmente si adattano alla vita in acqua, e anche se alcune di loro dovessero riuscirci, la pianta andrà incontro ad uno stress tale da mettere a repentaglio la sua vita.

Non a caso, uno dei problemi più comuni nella cura del Pothos è il ristagno d’acqua, che provoca marciume radicale, foglie gialle e marroni.

Questo fortunatamente non vale se la pianta ha radici acquatiche, e il modo migliore per fargliele produrre è partendo da talea.

Come tagliare le talee e farle radicare in acqua?

Per ottenere delle talee di Pothos è sufficiente tagliare i tralci in modo che abbiano almeno un nodo e una foglia ciascuno.

Puoi trovare l’intero procedimento descritto in questo post su come fare delle talee di Pothos, dove spiego meglio cosa sono i nodi e gli internodi. In modo da capire meglio come tagliarle.

Come far radicare le talee in acqua

Siccome vogliamo coltivare il Pothos in acqua (e non solo farlo radicare) è conveniente tagliare delle talee lunghe, con circa 5-6 nodi. Questo darà più stabilità alla pianta evitando che si ribalti quando sarà più grande.

Le foglie che crescono sui nodi più bassi vanno staccate, perché se venissero immerse rischiano di marcire.

Mentre bisogna tenere 1-3 foglie all’apice della talea lasciandole emerse fuori dall’acqua.

Ora che abbiamo le nostre talee, vediamo come procedere.

Come coltivare il Pothos in acqua in 5 passaggi

Ecco cosa bisogna fare per curare il Pothos in acqua passo per passo:

1) Mettere le talee nel vaso

Inserisci le talee nel del vaso o della bottiglia in cui intendi tenerle, con 3-4 nodi all’interno e le foglie all’esterno.

Come abbiamo detto prima, i nodi che andremo ad immergere non devono avere foglie. Quindi staccale prima se ci sono ancora.

Per avere una bella pianta (in realtà più piante) bella piena e vigorosa ti consiglio di usare almeno 4-6 talee per ciascun vaso. A seconda di quanto è grande.

Ad ogni modo puoi aggiungerne altre in futuro, semplicemente ripetendo il procedimento.

2) Riempiere il vaso d’acqua

Riempi il contenitore d’acqua fino ad immergere i nodi che intendi far radicare.

Puoi tranquillamente usare acqua di rubinetto a temperatura ambiente, ma consiglio di lasciarla riposare 24 ore in modo che disperda il cloro al suo interno.

3) Posizionare il vaso in un luogo luminoso

Posiziona il vaso in un posto luminoso ma al riparo dalla luce diretta. Il rischio, oltre che a far sbiadire o bruciare le foglie, è che nell’acqua proliferino molte alghe (se si utilizza un contenitore trasparente).

Le alghe non sono pericolose, ma possono comunque entrare in competizione con il Pothos nell’assorbimento di alcuni nutrienti e sono sicuramente antiestetiche.

Crescendo, la pianta inizierà ad assorbire più nutrienti e limiterà automaticamente la proliferazione di alghe.

4) Rabboccare l’acqua

Nell’arco di 2-4 settimane le talee avranno creato delle radici e inizieranno ad assorbire acqua. Oltre a questo una parte evaporerà inevitabilmente nell’aria.

Rabbocca l’acqua man mano che il livello cala. Non c’è bisogno di cambiarla, salvo che il vaso non sia pieno di alghe e lo si voglia pulire per un fattore estetico.

Come spiegherò nel paragrafo sulla qualità dell’acqua, è controproducente cambiarla, perché si va ad interferire nel ecosistema che si crea all’interno del vaso.

5) Concimare durante la stagione di crescita

Inevitabilmente, col passare del tempo, le piante di Pothos esaurirà le sostanze nutritive all’interno dell’acqua a disposizione. Nonostante questa venga rabboccata.

Questo può portare ad avere alcuni sintomi di carenza, come foglie gialle o rallentamento della crescita.

Per questo motivo è importante concimare il Pothos con un fertilizzante adatto all’idroponica.

Dopo averne provati tanti, quello che trovo più comodo ed efficace è questo concime in granuli a lento rilascio. Basta aggiungerne un pochino all’acqua verso l’inizio della primavera e il gioco è fatto.

Quale acqua usare per la coltivazione Idroponica

Il Pothos è una pianta molto resistente e adattevole, per coltivarlo in idroponica si può usare acqua demineralizzata, piovana o semplicemente acqua di rubinetto. Ognuna delle quali ha dei pro e dei contro facilmente risolvibili.

L’acqua demineralizzata e piovana, è priva (o quasi) di elementi disciolti, il che rende ancor più importante diluire del fertilizzante al suo interno. In modo che la pianta abbia i nutrimenti necessari per crescere.

Quella piovana inoltre, va raccolta circa 15-30 minuti dopo che inizia a piovere, in modo che non contenga al suo interno molte impurità che si accumulano nell’atmosfera. Specialmente quando non piove da tempo.

Per quanto riguarda l’acqua di rubinetto invece, ha il “difetto” di contente carbonato di calcio e magnesio (calcare) oltre che al cloro.

Nel caso del Pothos, il calcare non è un grosso problema, ma è importante lasciar riposare l’acqua di rubinetto per 24 ore prima di darla alle piante. In questo modo disperde il cloro contenuto al suo interno.

Ogni quanto cambiare l’acqua

Affinché si crei un ecosistema stabile all’interno del vaso di coltivazione, è opportuno non cambiare l’acqua, a meno che:

  • Non si percepisca un odore sgradevole
  • Si siano create molte alghe
  • Il Pothos non dia segni di problemi nella crescita

Nella maggior parte dei casi infatti, cambiare completamente l’acqua del Pothos in idroponica porta ad avere un temporaneo blocco della crescita. Per questo motivo è meglio limitarsi a rabboccare il vaso quando il livello dell’acqua cala.

radici di pothos in acqua

Se l’odore dell’acqua diventa sgradevole, è probabilmente dovuto alla proliferazione di batteri nocivi e va sostituita comunque. Così come nel caso in cui alcune radici stiano marcendo.

Per quanto riguarda le alghe, che sono più fastidiose alla nostra vista che alla pianta stessa, si possono ridurre effettuando dei cambi parziali dell’acqua (conservando una parte di quella vecchia) o schermando il vaso dalla luce.

Se il contenitore viene tenuto al buio il problema non sussiste perché le alghe non riescono a svilupparsi.

Quanto vive il Pothos in acqua?

Con le giuste cure un Pothos di qualsiasi varietà può vivere ben oltre 40-50 anni, e lo stesso vale per la coltivazione in acqua. Almeno a livello teorico.

É ovvio che nell’arco di tutto questo tempo possono accadere innumerevoli cose, come problemi all’apparato radicale, problemi fungini alle foglie o infestazioni parassitarie.

Ad ogni modo, finché le condizioni ambientali e colturali sono idonee, il Pothos può vivere “tutto il tempo che vuoi”.

Col passare del tempo, può accadere che esemplari molto vecchi perdano il loro vigore, ma moltiplicando la pianta per talea hai la possibilità di ripartire con una nuova pianta nel caso la prima non si riprenda.

Problemi comuni nella coltura in acqua

Vediamo brevemente alcuni dei problemi più comuni quando si coltiva il Pothos in acqua sono:

Il Pothos non cresce

I motivi principali per cui il Pothos in acqua non cresce sono:

  • Non riceve abbastanza luce
  • L’acqua viene cambiata troppo spesso
  • Carenza di nutrienti dovuto al fatto che non si concima

Le foglie diventano gialle

Le foglie del Pothos diventano gialle per svariati motivi, ma nel caso della coltivazione in acqua la causa principale è la carenza di alcuni nutrienti. Come l’azoto, il magnesio lo zolfo o il ferro.

Somministrando al Pothos del fertilizzante a rilascio graduale per idroponica sarà facile risolvere il problema.

Già che ci sei, per sicurezza, dai un’occhiata alle radici per assicurarti che siano sane.

L’apparato radicale marcisce

Nel caso della coltivazione in acqua è facile controllare le radici per assicurarsi che siano sane.

Qualora ce ne fossero di marroni e viscide (marce) bisogna asportarle, cambiare l’acqua e ripulire l’interno del vaso.

Conclusioni

Spero che questo articolo sulla coltivazione del Pothos in acqua ti sia stato utile.

É ormai qualche anno che seguo questo metodo e lo trovo veramente facilissimo e poco impegnativo. Ancor meno che nel terriccio tradizionale.

Certo, ha i suoi limiti, come la difficoltà nel maneggiarlo o spostarlo da un posto all’altro. Ma da quando ho scoperto il concime a rilascio graduale le sue cure si sono ridotte al minimo.

Basta concimare una volta all’anno, rabboccare l’acqua e dare una spolverata alle foglie ogni tanto.

A mio avviso è sicuramente un metodo da provare.

4 commenti su “Come coltivare il Pothos in acqua (senza incorrere in problemi)”

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